Servizi del career counseling
Studio del mercato e ricerca della professione
Dove cercare, quali aziende contattare e come organizzare una ricerca di lavoro con metodo.
Lo studio del mercato e la ricerca della professione sono la fase del career counseling in cui individui ruoli, settori e aziende in cui il tuo profilo serve davvero e imposti una ricerca con metodo. Invece di rispondere a ogni annuncio, scegli dove concentrare tempo ed energie.
Perché studiare il mercato prima di candidarsi?
Studiare il mercato prima di candidarsi serve a non sprecare candidature. Le opportunità non mancano: secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, per il 2025 le imprese italiane prevedevano circa 5,8 milioni di entrate di personale e il 64% delle imprese con dipendenti intendeva assumere. Il punto è trovare quelle coerenti con il tuo obiettivo e arrivarci prima degli altri.
Lo studio del mercato parte dall'obiettivo che hai fissato con la definizione del valore professionale e lo mette alla prova. Esistono davvero ruoli così? Chi li offre? Cosa chiedono? Quanto pagano?
Cosa si analizza nello studio del mercato?
Nello studio del mercato si analizzano quattro aspetti.
- Ruoli. Come si chiama la posizione che cerchi nelle diverse aziende, quali compiti comprende e quali varianti esistono.
- Settori e aziende. Dove si trovano questi ruoli, quali organizzazioni stanno crescendo e quali assumono con continuità.
- Requisiti. Quali competenze, titoli ed esperienze tornano più spesso negli annunci, così capisci cosa ti manca e cosa puoi valorizzare.
- Condizioni. Fasce retributive, contratti applicati e modalità di lavoro in presenza o da remoto.
Le fonti sono diverse: portali di annunci, siti aziendali, profili LinkedIn di chi fa già quel lavoro, associazioni di categoria, report pubblici come quelli di Excelsior sulle professioni più richieste. Il passaparola resta importante. Una conversazione con chi lavora nel settore vale spesso più di dieci annunci letti.
Come si organizza la ricerca attiva?
La ricerca attiva si organizza come un piccolo progetto, con obiettivi settimanali e un registro delle azioni.
- Elenco di aziende obiettivo. Da 20 a 40 organizzazioni coerenti con il tuo obiettivo, divise per priorità. È un range indicativo da adattare al settore e alla zona.
- Canali. Annunci, candidature spontanee mirate, contatti diretti su LinkedIn, agenzie per il lavoro ed eventi di settore.
- Monitoraggio. Avvisi automatici sui portali e un controllo periodico delle pagine "lavora con noi" delle aziende in elenco.
- Registro. Un foglio in cui segni candidature, contatti, risposte e richiami da fare.
Il career coach ti aiuta a impostare il metodo e a correggerlo strada facendo. Se dopo alcune settimane non arrivano risposte si rivedono il canale, il messaggio o il target.
Come si contatta un'azienda senza annunci aperti?
Un'azienda senza annunci aperti si contatta con una candidatura spontanea mirata e non con un invio di massa. Prima individui la persona giusta, che spesso è il responsabile della funzione più che l'ufficio del personale. Poi le scrivi un messaggio breve: chi sei, cosa sai fare di utile per quella specifica azienda e una richiesta concreta, come una breve conversazione. Il messaggio funziona se è collegato a qualcosa di reale, come un progetto, una notizia sull'azienda o un contatto in comune.
Quanto tempo richiede questa fase?
Lo studio del mercato richiede in genere 1-2 incontri per impostare l'analisi e il metodo di ricerca. La ricerca vera e propria prosegue poi per settimane o mesi, con verifiche periodiche insieme al career coach.
Le informazioni raccolte servono subito dopo per la gestione del CV e del profilo LinkedIn, perché ti danno le parole chiave giuste. Servono anche per la preparazione al colloquio di selezione, soprattutto quando si parla di retribuzione. Il quadro completo del percorso è nella guida su cos'è il career counseling.
Domande frequenti
Dove si trovano gli annunci di lavoro?
Gli annunci si trovano sui grandi portali generalisti, su LinkedIn, nelle pagine dedicate alle posizioni aperte dei siti aziendali, nei portali di settore e presso le agenzie per il lavoro. Anche i centri per l'impiego pubblicano offerte e gestiscono servizi gratuiti di incontro tra domanda e offerta. Conviene usare pochi canali ma con regolarità, attivando gli avvisi automatici.
La candidatura spontanea funziona ancora?
Sì, se è mirata. Una candidatura inviata alla persona giusta, con un messaggio scritto per quell'azienda e un collegamento concreto con le sue esigenze, viene letta. Un CV mandato in copia a decine di indirizzi generici invece finisce quasi sempre ignorato. Meglio dieci contatti preparati con cura che cento invii tutti uguali.
Quante candidature dovrei inviare?
Non esiste un numero giusto. Come indicazione, chi cerca attivamente riesce a curare bene da 5 a 15 candidature o contatti a settimana, a seconda del tempo disponibile e del settore. Conta più la qualità della quantità: se dopo qualche settimana le risposte sono poche conviene rivedere il messaggio, il CV o il tipo di aziende scelte.
Come capisco quanto paga un ruolo?
Incrocia più fonti: gli annunci che indicano la retribuzione, i minimi del contratto collettivo applicato nel settore, le indagini retributive pubblicate dalle società di selezione e soprattutto le conversazioni con chi svolge già quel lavoro. Ricava una fascia e non un numero preciso, distinguendo sempre tra retribuzione lorda annua e netta mensile.
Le agenzie per il lavoro sono utili?
Le agenzie per il lavoro sono utili soprattutto per ruoli operativi, tecnici e impiegatizi. Gestiscono anche contratti in somministrazione che a volte diventano assunzioni dirette. Per chi cerca lavoro il servizio è gratuito. Funzionano meglio se ti presenti con un obiettivo chiaro e un CV coerente, così il selezionatore sa per quali posizioni proporti.
Testo di Martina Monaco, Professional Career Counselor. Aggiornato il .