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Career Counseling, guida alla consulenza di carriera
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Gestione del CV e del profilo LinkedIn

CV, lettera di presentazione e LinkedIn costruiti intorno a un obiettivo, non a un elenco di esperienze.

La gestione del CV e del profilo LinkedIn è la fase del career counseling in cui riscrivi i tuoi strumenti di candidatura in funzione di un obiettivo preciso. Un CV efficace non elenca tutto quello che hai fatto: mette in evidenza ciò che serve per il ruolo che cerchi.

Perché il CV va riscritto in funzione dell'obiettivo?

Il CV va riscritto in funzione dell'obiettivo perché chi lo legge ha poco tempo e cerca una corrispondenza precisa con il ruolo da coprire. Uno studio di eye-tracking condotto da Ladders nel 2018 ha misurato in 7,4 secondi la durata media della prima lettura di un CV da parte dei selezionatori. In quei secondi lo sguardo si ferma su titolo, ruolo attuale, aziende e date: se lì non c'è un collegamento evidente con la posizione, il resto spesso non viene letto.

Per questo nel percorso di career counseling il CV si affronta dopo aver definito l'obiettivo. Prima si chiarisce cosa sai fare e dove vuoi andare con la definizione del valore professionale. Poi si scelgono le esperienze da mettere in primo piano e il linguaggio da usare.

Cosa si fa concretamente sul CV?

Sul CV il lavoro segue un ordine preciso.

  • Titolo e profilo iniziale. Due o tre righe in alto che dicono chi sei professionalmente e cosa cerchi, con le parole che il mercato usa per quel ruolo.
  • Esperienze riscritte per risultati. Per ogni ruolo indichi cosa hai ottenuto e non solo cosa facevi: numeri, progetti chiusi, problemi risolti.
  • Competenze selezionate. Tieni quelle richieste dagli annunci a cui ti candidi e togli quelle che non servono più.
  • Formato leggibile. Una o due pagine, struttura pulita, file PDF con un nome chiaro. Il formato Europass va bene per la pubblica amministrazione e per alcuni bandi, mentre per le aziende private conviene spesso un modello più sintetico.

Un CV costruito così funziona anche con i software di selezione automatica che molte aziende usano per filtrare le candidature. Titoli chiari, parole chiave coerenti con l'annuncio e nessuna grafica complessa aumentano la probabilità che il CV arrivi davanti a una persona.

Serve ancora la lettera di presentazione?

La lettera di presentazione serve ancora, soprattutto quando cambi settore o hai un percorso non lineare. È lo spazio in cui spieghi il collegamento tra la tua esperienza e il ruolo, quel collegamento che il CV da solo non rende evidente. Una buona lettera è breve e scritta per quell'azienda e quella posizione. Si chiude con una proposta concreta: un colloquio o una breve telefonata.

Come si lavora sul profilo LinkedIn?

Il profilo LinkedIn si lavora come una versione pubblica e più ampia del CV. I selezionatori lo consultano per verificare quello che hanno letto e per cercare candidati che non si sono ancora proposti. Gli elementi su cui si interviene sono pochi ma decisivi.

  • Headline. La riga sotto il nome deve contenere il ruolo che cerchi o che ricopri, scritto con le parole che un selezionatore userebbe nella ricerca.
  • Foto e immagine di sfondo. Una foto professionale e recente rende il profilo più credibile.
  • Sezione Informazioni. Un testo in prima persona che racconta cosa sai fare, per chi e con quali risultati.
  • Esperienze e competenze. Coerenti con il CV, con qualche dettaglio in più e le competenze principali in evidenza.
  • Attività. Qualche commento o post sul tuo settore rende il profilo vivo e ti fa trovare da chi cerca quelle competenze.

Anche gli altri profili pubblici contano. Prima di un colloquio molti selezionatori cercano online il nome del candidato: una verifica dei tuoi social personali evita sorprese.

Quanto tempo richiede questa fase?

La gestione del CV e dei profili social richiede in genere 1-2 incontri, più il lavoro di riscrittura che fai tra un incontro e il successivo. È un'indicazione: se il CV va solo adattato bastano poche ore, se cambi settore il lavoro è più lungo perché va costruito un racconto nuovo.

Questa fase usa le informazioni raccolte con lo studio del mercato e la ricerca della professione: da lì ricavi le parole chiave e le aziende a cui rivolgerti. Subito dopo viene la preparazione al colloquio di selezione. Per vedere dove si colloca questa fase nel percorso completo leggi la guida su cos'è il career counseling.

Domande frequenti

Quante pagine deve avere un CV?

Un CV efficace sta in una o due pagine. Una pagina basta a chi ha pochi anni di esperienza, due servono a chi ha una carriera lunga o ruoli di responsabilità. Più della lunghezza conta la selezione: tieni le esperienze utili per il ruolo che cerchi e riassumi in una riga quelle lontane nel tempo o poco pertinenti.

Il formato Europass va bene?

Il formato Europass è richiesto da molti bandi pubblici e da alcuni programmi europei, quindi è utile averlo pronto. Per le candidature nelle aziende private è spesso troppo lungo e poco leggibile: un modello più sintetico, con le informazioni chiave nella prima metà della pagina, si legge meglio e mette in evidenza i risultati.

Devo mettere la foto nel CV?

In Italia la foto nel CV è ancora diffusa ma non obbligatoria. Se decidi di metterla scegli una foto professionale, recente e neutra. Per le candidature nei Paesi anglosassoni è meglio non inserirla. Sul profilo LinkedIn invece la foto è consigliata, perché un profilo senza foto risulta meno credibile a chi lo visita.

Serve un CV diverso per ogni candidatura?

Non serve riscrivere tutto ogni volta. Conviene avere una versione base costruita sul tuo obiettivo e adattare a ogni annuncio titolo, profilo iniziale e competenze in evidenza, usando le parole con cui l'azienda descrive il ruolo. Bastano pochi minuti e la corrispondenza con la posizione diventa molto più evidente per chi legge.

Cosa scrivo nell'headline di LinkedIn?

Nell'headline scrivi il ruolo che ricopri o che cerchi con le parole che un selezionatore userebbe per trovarti. Aggiungi poi un elemento che ti distingue, come un settore o una competenza specifica. Evita formule generiche come "in cerca di nuove opportunità": non dicono cosa sai fare e non ti fanno comparire nelle ricerche.

Testo di Martina Monaco, Professional Career Counselor. Aggiornato il .