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Career Counseling, guida alla consulenza di carriera
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Servizi del career counseling

Definizione del valore professionale

Capire cosa sai fare meglio, cosa ti motiva e dove le tue competenze valgono di più.

La definizione del valore professionale è la prima fase del career counseling: ripercorri formazione ed esperienze per capire quali competenze ti distinguono, cosa ti motiva e in quali contesti rendi di più. Il risultato è un obiettivo professionale chiaro su cui costruire tutto il resto.

Cos'è il valore professionale?

Il valore professionale è l'insieme di competenze, esperienze, comportamenti e valori che rende utile il tuo lavoro per un'organizzazione. Non coincide con il titolo di studio né con l'ultimo ruolo ricoperto. Comprende anche quello che hai imparato fuori dai percorsi formali, il modo in cui affronti i problemi e i risultati che hai ottenuto.

Molte persone faticano a descriverlo perché lo danno per scontato. Le cose che ti vengono facili sembrano normali a te, ma possono essere proprio quelle che un'azienda fatica a trovare.

Perché il percorso parte da qui?

Il percorso parte dalla definizione del valore professionale perché ogni scelta successiva dipende da questa. Senza un obiettivo chiaro il CV diventa un elenco generico, la ricerca si disperde su annunci molto diversi tra loro e al colloquio fai fatica a spiegare perché sei la persona giusta. Con un obiettivo chiaro invece ogni strumento lavora nella stessa direzione.

Come si svolge questa fase?

La definizione del valore professionale si svolge in colloqui guidati e in qualche esercizio da fare a casa. I passaggi principali sono quattro.

  1. Ricostruzione del percorso. Ripercorri formazione, lavori, progetti ed esperienze extra lavorative, comprese quelle che non metteresti nel CV.
  2. Analisi dei risultati. Per ogni esperienza individui cosa hai ottenuto e quali competenze hai usato per ottenerlo.
  3. Motivazioni e vincoli. Chiarisci cosa ti dà energia nel lavoro, cosa non vuoi più fare e quali vincoli hai su reddito, orari e spostamenti.
  4. Sintesi. Metti insieme tutto in un obiettivo professionale scritto e in una frase che descrive il tuo valore in modo comprensibile anche a chi non ti conosce.

In alcuni casi il career counselor propone questionari su interessi e stili di lavoro. Sono strumenti utili per aprire la riflessione e non verdetti: il risultato si discute sempre insieme.

Che differenza c'è con il bilancio di competenze?

Il bilancio di competenze ha lo scopo di riconoscere e documentare le competenze che hai maturato. La definizione del valore professionale le usa come materiale di partenza ma aggiunge due passaggi: le confronta con quello che chiede il mercato e le trasforma in un obiettivo. Per un confronto più ampio tra i diversi servizi trovi una tabella nella guida su cos'è il career counseling.

Cosa ottieni alla fine di questa fase?

Alla fine di questa fase hai tre risultati concreti.

  • Un obiettivo professionale scritto: ruolo, settore e tipo di organizzazione a cui puntare.
  • Un elenco delle tue competenze chiave con un esempio concreto per ciascuna, utile per CV e colloqui.
  • Una presentazione di 30 secondi che puoi usare nel profilo LinkedIn, nella lettera di presentazione e all'inizio di un colloquio.

Come indicazione, la definizione del valore professionale richiede 1-2 incontri. Ne può servire qualcuno in più se stai valutando un cambio di settore.

Cosa viene dopo?

Con l'obiettivo definito passi allo studio del mercato e alla ricerca della professione, dove verifichi che il tuo obiettivo trovi spazio reale nelle aziende. Poi lavori sulla gestione del CV e del profilo LinkedIn e infine sulla preparazione al colloquio di selezione. Non tutti i percorsi passano da ogni fase: se il tuo obiettivo è già chiaro puoi concentrarti direttamente sugli strumenti di candidatura.

Domande frequenti

E se non so cosa voglio fare?

È il caso più frequente ed è proprio il motivo per cui si parte da questa fase. Non serve arrivare con le idee chiare, perché il lavoro serve a chiarirle. Spesso si comincia da cosa non vuoi più fare e da cosa ti ha dato soddisfazione in passato, anche fuori dal lavoro. Da lì emergono una o due direzioni da verificare sul mercato.

Le esperienze fuori dal lavoro contano?

Sì. Volontariato, sport, ruoli in associazioni, progetti personali e cura della famiglia sviluppano competenze reali come organizzazione, gestione delle persone e capacità di risolvere problemi. Nel percorso le recuperi e impari a descriverle con esempi concreti. Non sempre vanno nel CV, ma ti aiutano a capire cosa sai fare e a raccontarlo al colloquio.

Servono test psicologici?

Non sempre. Alcuni career counselor usano questionari su interessi, valori e stili di lavoro per aprire la riflessione, soprattutto quando la persona fatica a orientarsi. I risultati non sono verdetti: vengono discussi e confrontati con la tua esperienza reale. La parte principale del lavoro resta il colloquio e l'analisi di quello che hai fatto davvero.

Quanto tempo richiede questa fase?

La definizione del valore professionale richiede in genere 1-2 incontri di circa un'ora, più qualche esercizio da svolgere tra un incontro e il successivo. Se stai pensando a un cambio di settore o di professione può servire qualche incontro in più, perché le ipotesi vanno verificate con calma prima di investire tempo nella ricerca.

Come uso il risultato al colloquio?

La presentazione e gli esempi concreti che prepari in questa fase diventano la base delle risposte al colloquio. Quando ti chiedono di parlare di te o perché dovrebbero sceglierti hai già un racconto chiaro e coerente con il CV. Lo alleni poi nella fase di preparazione al colloquio di selezione, con simulazioni realistiche.

Testo di Martina Monaco, Professional Career Counselor. Aggiornato il .